Essere Società Benefit conviene. Ma non è per questo che lo siamo.

Giu 30, 2026 | Società Benefit

Qualche giorno fa Il Sole 24 Ore ha pubblicato un articolo che racconta la Benefit Competition, la competizione nazionale promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Tra le testimonianze raccolte, quella di Azzurra Marchesano del MIMIT mi ha colpito particolarmente: una Società Benefit, dice, gode naturalmente di una reputazione migliore ed è più attrattiva, sia verso i clienti che verso fornitori e sistema bancario.

Sono d’accordo. Ed è anche vero, lo confermano i dati: secondo la Ricerca Nazionale sulle Società Benefit 2025, tra il 2021 e il 2023 il fatturato delle Società Benefit è cresciuto del 26%, contro il 15,4% delle imprese tradizionali. Numeri che fanno piacere, perché dimostrano che il modello regge anche sul piano economico.

Ma se dovessi spiegare perché CBS è diventata Società Benefit nel 2023, non partirei da qui.

Non lo abbiamo fatto per la reputazione

Quando abbiamo modificato lo statuto, non stavamo cercando un vantaggio competitivo. Stavamo cercando un modo per dire, nero su bianco, qualcosa che per noi era già vero: che un’impresa che installa serramenti in case vere, per famiglie vere, non può pensare solo al fatturato. Deve pensare anche a cosa lascia al territorio, alle persone che ci lavorano, all’ambiente in cui opera.

La reputazione, l’attrattività, la crescita: sono conseguenze. Arrivano se il percorso è vero. Non li abbiamo messi all’inizio della lista.

Per questo ogni anno scriviamo la Relazione d’Impatto. Non perché la legge ce lo chieda — anche se lo fa — ma perché è l’unico modo serio che conosciamo per dire “ecco cosa abbiamo fatto, ecco dove siamo arrivati, ecco dove dobbiamo ancora migliorare”.

Cosa racconta la Relazione 2026

Questa è la terza edizione del nostro percorso di rendicontazione, e racconta il 2025: un anno che a livello europeo ha visto un certo rallentamento sui temi della sostenibilità, con molte aziende che hanno iniziato a guardare a questi argomenti come a un costo da ridurre. Noi abbiamo scelto di non seguire quella direzione, e abbiamo continuato a lavorare in coerenza con quello che siamo: un’impresa artigiana, radicata nel territorio di Gerenzano e Saronno, che cerca di fare bene il proprio lavoro senza dimenticare il contesto in cui vive.

Qualche numero, perché i numeri aiutano a capire meglio delle parole:

  • 52/100 è il nostro rating ESG complessivo, misurato con lo strumento Ecomate in un assessment esterno e indipendente. Un punteggio BBB, sopra la media dei nostri concorrenti diretti (49/100), con punti di forza chiari — gestione dei rifiuti a 82/100, responsabilità sociale a 63/100 — e aree dove sappiamo di dover migliorare, prima fra tutte l’ambito energetico e della mobilità.
  • Oltre 1.000 tonnellate di CO2 risparmiate nei prossimi vent’anni grazie agli interventi di risanamento energetico realizzati tra il 2023 e il 2025. Un dato che nel 2025 è stato più basso rispetto al 2024, e lo diciamo senza girarci intorno: riflette una contrazione della domanda, non un calo del nostro impegno.
  • Oltre 30 studi di architettura coinvolti nel nostro lavoro di filiera, e una rete sempre più ampia di collaborazioni con altre Società Benefit del territorio.
  • 9 obiettivi di beneficio comune fissati nel nostro statuto, di cui la maggior parte raggiunti nel 2025. Non tutti: alcuni li abbiamo rimandati per scelte di priorità, e anche questo fa parte di un percorso onesto.

Il racconto come strumento di trasparenza, non di marketing

Nel 2025 abbiamo dato più spazio al racconto di quello che facciamo — non come operazione di immagine, ma come esercizio di trasparenza. Con “CBS Presenta” abbiamo aperto i nostri spazi alla comunità, portando a Gerenzano e Saronno momenti di confronto su impresa, territorio, parità di genere. Abbiamo ospitato la visita di un eurodeputato, abbiamo dialogato con il Politecnico di Milano, abbiamo continuato a sostenere progetti di sensibilizzazione come il cortometraggio “In nome di ogni donna”.

Sono scelte che non producono fatturato diretto. Ma costruiscono qualcosa che, alla fine, conta quanto il fatturato: la fiducia di chi ci sceglie.

Una scelta quotidiana, non un punto di arrivo

Tornando all’articolo del Sole 24 Ore: ha ragione, essere Società Benefit aiuta la reputazione e l’attrattività. Ma il rischio, se ci si ferma a questo, è di trattarla come un’etichetta da esibire invece che come un impegno da rinnovare ogni giorno.

Noi continuiamo a misurarci, anche nelle aree dove i numeri non sono ancora quelli che vorremmo. Perché quello che non si misura non si migliora, e quello che non si dichiara non si cambia.

La Relazione d’Impatto 2026 è online sul nostro sito, in versione integrale. Non è un documento perfetto, perché non lo è la nostra azienda. È un documento onesto. E per noi, questo conta di più.

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